Categoria: Architettura militare > Castello
Distretto: Viseu > Penedono > Penedono > Penedono e Granja
Il Castello di Penedono si erge imponente a circa 930 metri di altitudine, su un monte roccioso con affioramenti granitici, integrandosi nel paesaggio montano di Serigo. La sua posizione prominente offre viste panoramiche sulla natura circostante e sull'agglomerato urbano di Penedono, che si estende sui pendii. L'accesso principale al castello avviene dalla piazza frontale, attraverso una scala in acciottolato, con ampi pianerottoli in granito.
Questo piccolo ma suggestivo castello medievale presenta una pianta poligonale irregolare, formando un ettagono. Le sue mura sono coronate da merli e rinforzate agli angoli da cinque torrioni rettangolari, dotati di balconi sporgenti e gargoyle. L'ingresso è unico, segnato da un grande arco a sesto acuto che precede un portale a arco rettilineo, accessibile tramite gradini curvi. All'interno del recinto, è possibile osservare resti di antiche strutture e scale che conducono al cammino di ronda, il percorso che percorre tutto il perimetro murario, e alle terrazze delle torri. Alcune finestre con sedili in pietra, note come "conversadeiras", suggeriscono l'esistenza di un piano intermedio. Nello spazio sotto la torre maggiore si trova una volta a botte e il pozzo di una cisterna poligonale, elementi che completano la comprensione della vita quotidiana all'interno della fortificazione. Le fondazioni del castello rivelano filari paralleli, caratteristici di costruzioni più antiche, indicando una probabile preesistenza araba.
La storia del Castello di Penedono risale a tempi lontani, essendo già menzionato in documenti del X secolo. La sua posizione strategica lo rese un bastione fondamentale nella difesa del territorio. Fu riconquistato ai Mori da D. Fernando Magno tra il 1055 e il 1057, dopo essere stato brevemente invaso da Almanzor. Nel corso dei secoli, il castello subì diverse trasformazioni, tra cui una probabile riedificazione alla fine del XIV secolo, per iniziativa di D. Vasco Fernandes Coutinho, a cui il re D. Ferdinando I lo aveva donato. Successivamente, tra il 1471 e il 1530, durante il dominio di D. Francisco Coutinho, Conte di Marialva, il castello fu oggetto di nuove opere che lo trasformarono in una residenza. La sua importanza storica e architettonica è riconosciuta, essendo classificato come Monumento Nazionale dal 1910.
Il Castello di Penedono è ricco di leggende che attraversano le generazioni, aggiungendo uno strato di mistero e fascino alla sua storia. Una di queste narrazioni è quella della Fraga do Castelo, una roccia di colore rossastro sul lato nord-est, dove, secondo la credenza popolare, non è mai cresciuta vegetazione. Si dice che il suo colore sia dovuto al sangue versato in battaglie contro i Mori, o, in una versione più romantica, alla tragica fine di un cavaliere che si precipitò dalle mura per amore. Un'altra leggenda racconta delle Duas Pedras do Castelo, due pietre bianche sulla facciata, che sarebbero i coperchi di casse lasciate da una ricca mora, una contenente un tesoro e l'altra una terribile maledizione, motivo per cui nessuno osò spostarle. Tuttavia, la leggenda più celebre e che conferisce un nome alternativo al castello è quella del Magriço. Álvaro Gonçalves Coutinho, conosciuto come Magriço, fu un leggendario cavaliere, immortalato da Luís de Camões ne "Os Lusíadas", associato all'epopea dei "Dodici d'Inghilterra", un gruppo di cavalieri portoghesi che viaggiarono in Inghilterra per difendere l'onore di dame inglesi. Questo legame sottolinea il coraggio e la lealtà che il castello evoca.
Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.pt
Coordinate DD: 40.99,-7.393903
Coordinate DMS: 40°59'24.0"N 07°23'38.1"W