Categoria: Archeologia > Villaggio
Distretto: Setúbal > Alcácer do Sal > Murta
Situata nella località di Murta, nel comune di Alcácer do Sal, la Fatoria Fenicia di Abul occupa una posizione notevole sulla riva destra del paleo-estuario del Sado. Questa posizione, su un promontorio naturalmente protetto da insenature, era strategicamente ideale nell'antichità per il controllo del traffico fluviale e per il funzionamento di un porto naturale. Il sito si inserisce nel paesaggio singolare dell'estuario, che, nonostante le trasformazioni nel corso dei millenni, consente ancora un legame visivo con la sua importanza originale come via di comunicazione e risorsa naturale.
Abul rappresenta una delle più antiche e significative vestigia della presenza fenicia in territorio portoghese, essendo riconosciuta come il primo insediamento fenicio scoperto nel paese e un caso di studio eccezionale lungo l'intera facciata atlantica europea. La sua fondazione risale ai secoli VII e VI a.C., periodo dell'Età del Ferro. Dopo l'abbandono da parte dei fenici, il sito fu rioccupato in epoca romana, tra il I e il III secolo, come centro di produzione di anfore, sfruttando le argille mioceniche della regione.
Gli scavi archeologici hanno rivelato una struttura organizzata e complessa, con una pianta quadrangolare caratteristica. L'edificio principale, di circa 22 metri di lato, era disposto attorno a un cortile centrale. Inizialmente, nel VII secolo a.C., furono costruiti ampi vani rettangolari, che si ritiene abbiano funzionato come magazzini, e sale più piccole, forse per abitazione o funzioni amministrative. Una torre rettangolare segnava l'accesso occidentale, e un fossato a V circondava il promontorio per protezione. In una fase successiva di riorganizzazione, il cortile centrale fu riformulato e circondato da un corridoio, con un nuovo ingresso principale servito da una rampa pavimentata. Un altare rettangolare al centro del cortile segnava l'importanza simbolica dello spazio.
La vita ad Abul era intrinsecamente legata al commercio e allo sfruttamento delle risorse locali. Le vestigia ritrovate offrono una finestra sulla vita quotidiana dei suoi abitanti: la pesca e la raccolta di molluschi nell'estuario erano attività essenziali, integrate dalla caccia e dall'allevamento del bestiame. La presenza di una tubazione di mantice suggerisce la pratica della metallurgia, probabilmente lavorando minerali provenienti da giacimenti vicini. Inoltre, la scoperta di fusi ceramici indica la pratica della filatura, testimoniando la produzione tessile. Questa diversità di attività sottolinea il ruolo multiforme di Abul come emporio commerciale e centro di sfruttamento delle risorse naturali, in uno scenario che ci invita a immaginare le dinamiche di una delle prime reti commerciali che collegavano il Mediterraneo alla costa atlantica.
Coordinate DD: 38.428215981818, -8.6814780909091
Coordinate DMS: 38°25'41.6"N 08°40'53.3"W