Categoria: Archeologia > Castro
Distretto: Beja > Moura > Moura > Santo Agostinho e São João Batista e Santo Amador
Il Castro de Azougada si trova nel comune di Moura, integrato nell'area delle parrocchie di Santo Agostinho, São João Batista e Santo Amador. È situato su un colle isolato, un dosso naturale che beneficia di una posizione strategica. Da un lato, il pendio scende ripidamente verso la riva sinistra del fiume Ardila, mentre dal lato orientale, il versante è più dolce, segnato da una serie di tre terrazzamenti.
Il paesaggio circostante è tipicamente alentejano, caratterizzato da un terreno accidentato e da una vegetazione naturale che include lecci e ulivi, offrendo uno scenario autentico e tranquillo.
In questo luogo è possibile osservare i resti di un antico insediamento fortificato, più conosciuto come castro. È ancora visibile la struttura di quelle che un tempo erano fortificazioni in pietra, che proteggevano la sommità. A complemento di queste difese in muratura, esiste anche una linea di terrapieni, semi-interrati, che circondano il rilievo, disegnando il contorno dell'antico abitato.
Alcuni segni di scavi effettuati nel corso degli anni sono ancora discernibili, rivelando l'importanza archeologica del sito e il continuo interesse nella comprensione della sua storia.
Il Castro de Azougada rappresenta un importante agglomerato proto-urbano, il cui apogeo si colloca tra il VI e il IV secolo a.C., inserendosi pienamente nell'Età del Ferro. Scavi archeologici nel sito hanno rivelato un'occupazione intensa e complessa, con diverse fasi di costruzione. La struttura architettonica suggerisce una notevole pianificazione, con compartimenti sviluppati attorno alla sommità del colle, e quella che sembra essere stata una porta di grandi dimensioni controllava l'accesso alla zona interna dell'abitato.
L'assenza di materiali romani nell'area suggerisce che questo insediamento mantenne la sua identità culturale pre-romana, rendendolo una preziosa testimonianza della vita e delle comunità di quell'epoca in Alentejo.
I ritrovamenti archeologici offrono uno sguardo sulla vita degli abitanti del Castro de Azougada. Le scoperte indicano una forte enfasi sullo sfruttamento delle risorse agro-pastorali e fluviali, con la presenza di bestiame bovino e ovicaprino, oltre a prove di caccia, in particolare di cervi. La presenza di conchiglie d'acqua dolce e di pesce di fiume conferma lo sfruttamento attivo delle risorse del fiume Ardila e del Guadiana.
Un aspetto particolarmente intrigante è la scoperta di resti di un'industria di fusione d'argento, che probabilmente veniva ottenuta tramite la coppellazione del piombo. Questo fatto, insieme all'identificazione di manufatti come pesi da telaio e pezzi di osso lavorato, suggerisce un'economia diversificata che includeva la produzione tessile e attività metallurgiche. L'esistenza di conchiglie e frammenti di pesce di specie marine indica l'esistenza di rotte commerciali con la costa, arricchendo la dieta e l'economia locale.
Il corredo raccolto nel Castro de Azougada è notevolmente ricco e offre indizi sulla cultura e le credenze dei suoi antichi abitanti. Tra gli oggetti in ceramica, spiccano coppe attiche e vasi con caratteristiche iberiche, testimoniando legami culturali e commerciali con altre regioni.
Ritrovamenti metallici come armi in ferro, finimenti per cavalli, sigilli e, in particolare, una nota fibbia da cintura in bronzo con la rappresentazione di protomi geminate di antilopi, nonché una statuetta di un "dio con martello" (smiting god) e oggetti rituali, suggeriscono la pratica di atti simbolici o magico-religiosi e la presenza di una cultura materiale sofisticata per l'epoca.
Coordinate DD: 38.169338535038555, -7.4765682359770675
Coordinate DMS: 38°10'9.6"N 07°28'35.6"W